Onsen: storia e cultura delle tradizionali terme giapponesi

Gli onsen sono le tipiche terme giapponesi: si contano oltre 3000 stazioni termali con più di 15mila strutture di alloggio – che vengono chiamate ryokan, gli alberghi in stile giapponese tradizionale – e quasi 7000 onsen pubblici, e vengono visitate da oltre 130milioni di persone all’anno!

Gli onsen possono essere all’aperto, e in quel caso sono chiamati noteburo, o al chiuso e ne esistono sia di pubblici gestiti dalle municipalità giapponesi che privati: in questo caso la maggior parte sono gestiti dai ryokan che così forniscono sia il servizio termale che l’alloggio.

Onsen Tsukioka a Shibata, prefettura di Niigata , Giappone

Onsen Tsukioka a Shibata, prefettura di Niigata , Giappone

Generalmente sono collocati in campagna, e per i giapponesi rappresentano un luogo di pace e benessere dove rilassarsi dalla caotica vita cittadina.

Gli onsen usano l’acqua calda da sorgenti geotermiche, solitamente di origine vulcanica, e si differenziano per tipologia di contenuto minerale. Non è infatti infrequente che all’interno dello stesso onsen siano presenti polle d’acqua separate con proprietà minerali diverse, e gli alberghi più rinomati dispongono di vasche con ambientazioni diverse.

Gli onsen all’aperto hanno vasche in cipresso giapponese, marmo o granito e sono rinomati in tutto il mondo per la cura dei giardini intorno e la raffinatezza degli arredi.

Pace, benessere e silenzio, per un relax totale

La funzione principale delle terme giapponesi è il relax: ecco perché i visitatori sono caldamente invitati a mantenere un alto decoro sia per quanto riguarda i rumori che la pulizia. All’interno delle vasche, infatti, si può accedere solo dopo un’accurata pulizia che può essere effettuata nei numerosi bagni interni con i tradizionali sgabelli su cui sedersi, all’interno dei quali ci si può fare doccia e shampoo.

È infatti considerata grave maleducazione, tale da poter essere ripresi dagli altri avventori o addirittura espulsi dalla stazione termale, entrare nelle vasche comuni senza essersi prima ben lavati e risciacquati.

Tradizionalmente si entra nelle vasche completamente nudi. Ciò perché per i giapponesi tutto ciò che non è la pelle contamina l’acqua, e la nudità non era tabù in quanto permetteva la cosiddetta “comunione della nudità”, una pratica per abbattere le barriere tra le persone e favorire le relazioni sociali all’interno delle comunità.

 

Addirittura, sono ancora in funzione nelle aree più rurali degli onsen con vasche ad accesso misto, ma solitamente l’accesso è riservato e regolato da orari o separazione delle vasche. I bambini, invece, possono accedere a qualunque vasca. Tuttavia, alcuni onsen più moderni a tema parco acquatico permettono l’uso del costume da bagno.

Le conversazioni sono incoraggiate purché non siano di disturbo agli altri avventori, mentre l’irrequietezza dei bambini è molto ben tollerata.

Una curiosità: in molti onsen è vietato l’ingresso a chi ha tatuaggi. È bene chiedere prima se l’accesso è consentito o meno, onde evitare imbarazzanti reprimende!